MAPPA DEL SITO

 

                                                      

 

     Mirò "Costellazione"

 

Storia di una Idea

 

 

L'Idea si fa vita

 

 

Marcia della Fraternità

 

 

La Vita si fa voce

 

 

 

La Voce ha già una Storia

Storia di una Idea

Siamo alla fine degli anni ‘60 ( 25 marzo 1968). Un gruppo di professionisti romani (dirigenti del pubblico impiego, avvocati, ingegneri, mondo dello spettacolo e della scuola, ecc.) tutti con notevoli impegni di responsabilità sociale, si riuniva a Roma, attorno a Mons. Guglielmo Giaquinta, allora Segretario del Vicariato di Roma e di lì  a qualche mese vescovo di Tivoli, nella sede del Movimento Pro Sanctitate, dallo stesso vescovo fondato. Erano persone a lui legate da un rapporto di amicizia o di conoscenza diretta o indiretta.

Il Concilio Vaticano II era terminato da non molti anni (1964). Tra le innovazioni, questo avvenimento ecclesiale aveva portato la doverosa "compromissione" dei cristiani laici nella vita sociale (cfr. costituzione pastorale " Gaudium et Spes " su "La Chiesa e il mondo contemporaneo") e la dottrina sulla universale chiamata alla santità (cfr. costituzione dogmatica "Lumen Gentium " sulla Chiesa, cap. V).

Su questi due punti Mons. Giaquinta attirò l’attenzione dei convenuti ponendo tali principi alla base di una sua personale riflessione, avviata già all'inizio del suo sacerdozio (1939) e via via maturata nel tempo verso un tipo di spiritualità sociale che, tenendo presente l'universale vocazione alla  santità, oggetto nella sua predicazione fin dal 1947, tenesse presente che tale vocazione non è un fatto semplicemente personale, ma ha in sé anche una dimensione comunitaria (santi insieme) e sociale (non solo nonostante certe realtà sociali, ma attraverso le loro strutture).

La dimensione sociale della santità si esprime in fraternità, ed è questa a risolvere anche ciò che la sola giustizia, di fatto, mai risolverebbe.

La proposta di Mons. Giaquinta era di costituire un gruppo di persone capaci di approfondire un simile discorso, di vedere come trasformarlo in lievito capace di portare un contributo alla costruzione di un mondo nuovo, lavoro allora, come ora, estremamente necessario e urgente.

 

L'Idea si fa vita

Il primo incontro del 25 marzo 1968 segnò l'inizio di un autentico cenacolo di professionisti che, sistematicamente, si riuniva  attorno a Mons. Giaquinta per approfondire il senso, il peso e l'efficacia di una impostazione "fraterna" dei vari problemi sociali quali potevano essere lo sciopero, la contestazione, le varie riforme sociali (carceraria, sanitaria, scolastica, ecc.) che in quel tempo andavano maturando.

Il numero dei partecipanti crebbe, ad una certa curiosità iniziale si era sostituito un serio interesse, quindi un autentico coinvolgimento fino a giungere all'esigenza di una strutturazione e di un impegno personale. Nacquero così l'associazione ecclesiale "Animatori Sociali" e l'Organizzazione “Fraternità Sociale".

L’accresciuta vitalità del gruppo e la sua strutturazione organica suscitarono l'esigenza di una propria sede e questa fu il Centro Culturale "Il Cortilaccio " in via del Mascherino (nei pressi di San Pietro; si dette vita anche ad una casa editrice ( La Guglia).

La pubblicazione del volume di Mons. Guglielmo Giaquinta "La rivolta dei samaritani", oltre alla giustizia, alla ricerca della fraternità nuova dimensione sociale, segnò l'inizio dell’attività sia del Centro Culturale sia della Casa Editrice con la presentazione del testo, presentazione che fu poi ripetuta, sempre presente l'Autore, in diverse città (Firenze, Napoli, Lecce, Osimo, Bari, Taranto, Frosinone, ecc.) con la partecipazione di eminenti personalità del mondo culturale del posto: dunque fu un fecondo seminare la fraternità.

Il Centro Culturale "Il Cortilaccio" fu sede, oltre che delle riunioni di approfondimento, anche d’iniziative specifiche, espressione della operatività e dell'impegno dei suoi frequentatori. Tra queste iniziative vanno segnalate alcune tavole rotonde, per esempio su "La civiltà dell'amore", "La fraternità sui mari" con una mostra di modellismo navale, vendite di beneficenza, concerti, mostre, presentazione di libri tra cui "La civiltà dell'amore" di  S. Kleiner, "Etica Sociale" di R. Spiazzi, "La morale: somma di doveri o legge d'amore?" (tradotto dal francese) di S. Pinkers, tutti editi dalla casa editrice "La Guglia".

Marcia della Fraternità

Un momento importante fu la Marcia della Fraternità (29 giugno 1980) preparata dall'ampia diffusione di un adesivo con la scritta "ogni uomo è tuo fratello", da Capranica Prenestina al monumento a Gesù fratello universale sul Monte Guadagnolo (diocesi di Tivoli).

Il monumento era sorto al termine dell'anno santo 1975 sui ruderi di una statua dedicata a Gesù Redentore, eretta nel 1900 a chiusura di quell'anno santo e già da molti anni distrutta da un fulmine. Nel pensiero di Mons. Giaquinta che ne era stato il promotore, Gesù con le braccia allargate verso la Città Eterna, come ad abbracciare in essa tutta l'umanità che la nuova scultura rappresentava (autore lo scultore tiburtino Elverio Veroli), doveva esprimere la via da percorrere per raggiungere quella civiltà dell'amore che in quell'anno Papa Paolo VI tanto aveva auspicato.

Con l'estate del 1983 i locali di via del Mascherino dovettero essere riconsegnati e nell'autunno del 1984 l'attività, sia pure in forma ridotta, anche per la malattia prima e la morte dopo (1994) di Mons. Giaquinta, ebbe una sua nuova sede, l'attuale, a via Stamira 53 int. 6. Tra le iniziative qui realizzate vanno ricordate il seminario su "Per una pedagogia della fraternità " e un corso di "Etica Sociale" tenuto dal P. R. Spiazzi, un seminario permanente sulla educazione alla fraternità nella scuola statale oggi.  

La vita si fa Voce

Dai rapporti scaturiti dalle varie iniziative, dai giri di diffusione e dagli incontri interpersonali era emersa la convinzione che, al di là dell'apparente dilagare di ogni forma di egoismo, causa e conseguenza di non fraternità, c'era nel cuore degli uomini, anche quando poco provvisti di sensibilità religiosa, sete di fraternità ed esigenza di un esercizio di solidarietà, però, entrambi i sentimenti - sete ed esigenza - erano soffocati da una pesante sfiducia nella concreta possibilità di realizzazione del sogno nella propria vita e in quella degli altri.

L’uomo di oggi ha sete di fraternità. Aiutiamolo a dissetarsi, a prendere consapevolezza che c'è un “già” di fraternità e che entrare in esso dà la possibilità ed anche la forza di accrescerlo e la vita, allora, apparirà diversa, al di là di quale faccia il mondo mostrerà.

Occorreva aiutare l'uomo contemporaneo a credere nella fraternità come valore universalmente condiviso, come vocazione connaturata con  il  divino progetto creativo che l'universo porta in sé, che anche chi non crede in Dio percepisce, sia pure con motivazioni diverse.

Occorreva che l'uomo di oggi conoscesse e riconoscesse il proprio destino di fraternità universale per poi, una volta "conosciutolo", sapere scegliere di farlo proprio e quindi di "essere". Di qui la nascita della rivista CONOSCERE PER ESSERE che questo sito presenta.  

La Voce ha già una Storia

La rivista "Conoscere per Essere" nasce nella primavera del 1999, timidamente, ma con la grinta di chi ha idee chiare e soprattutto volontà decisa per andare avanti, forti dell'incoraggiamento di personalità di rilievo del mondo culturale, sociale, e anche religioso, nonostante le immancabili difficoltà, soprattutto di carattere economico.

I fascicoli monografici sono stati ben presto molto apprezzati per l'attualità e l'interesse delle tematiche approfondite, nonché per il taglio di apertura e di chiarezza scientifica dell’impostazione generale. L'aver, per esempio, riconosciuto e assunto la musica d'autore, il teatro e il cinema contemporanei come spazi possibili per un'indagine di ricerca e di scoperta di palpiti di fraternità ha permesso di mettere in luce uno spaccato spesso sconosciuto nel cuore dell'uomo di oggi.

La qualificazione dei Collaboratori e la molteplicità delle angolazioni sotto cui gli argomenti allo studio sono stati affrontati ha permesso di raggiungere risultati senz’altro soddisfacenti – anche se, ovviamente, non esenti da limiti – che non sono sfuggiti all’attenzione dei lettori più qualificati, per cui alla rivista il 22 maggio 2003 ha ricevuto, nel contesto delle celebrazioni dell’Anno Mondiale dell’Acqua ONU – XXXII Concorso Nazionale, è stato assegnato il Premio E.I.P. – Stampa per i diritti umani per l’alto valore scientifico, etico e filosofico.

Dopo cinque anni di simile esperienza, la Redazione ha ritenuto di prendersi una pausa di riflessione e di revisione non tanto circa le finalità, quanto la necessità di ampliare lo spazio potenziale dei suoi lettori con una forma propositiva di più facile accostamento. Di qui la decisione di dar vita ad un Conoscere per Essere Serie II la cui novità si può cogliere nell’Editoriale del primo numero, dedicato a Lavoro e fraternità: opposti inconciliabili o espressioni di una stessa umanità? che ne offre così la presentazione: “Con questo numero Conoscere per Essere riprende il suo cammino, dando vita, così, ad una nuova serie, con le stesse finalità, lo stesso stile, eguale metodologia di indagine, forte degli Esperti Collaboratori di sempre e di altri ancora, ma con un taglio che si potrebbe definire più “esistenziale”.

Con questa espressione si vuol dire che, pur mantenendo la precedente impostazione squisitamente scientifico-filosofica dei problemi, si darà spazio ad esperienze particolarmente significative capaci di avvalorare i contenuti dei vari contributi, e questi possano essere valutati, non tanto come risposte ad una indagine di tipo referendario, ma come manifestazione di un “già” e di un “non ancora”. Aspetto, questo, molto importante perché ogni “già” è sempre la conferma della validità di una corrispondente utopia e il “non ancora” esprime solamente la difficoltà, gli ostacoli, i limiti della natura umana nell’ulteriore conseguimento dell’utopia stessa, ma non certo una eventuale sua assurdità ovvero inesistenza di senso o di un suo “già””.

Ed è su questa linea che continua il nostro cammino.

GRAZIE a te fratello "navigatore" che hai voluto sapere qualcosa di noi e ci hai donato un po' del tuo tempo. Rimaniamo a tua disposizione per quant'altro potrebbe interessarti e vorrai chiederci.